Addio MD 80
Dc 9 Super 80: RETIRED
Quando I-DAWJ arrivò a Capodichino alla fine del mese di Dicembre del 1984
,tutte le maestranze dell’ATI sapevano che il nuovo arrivato in flotta
rappresentava l’avanguardia di un folto gruppo di Dc 9 Super 80 . Questi nuovi
aeromobili avrebbero contribuito alla crescita della compagnia portandola
negli anni 90 ad avere una flotta competitiva ed un ruolo da protagonista
nella storia dell’aviazione commerciale italiana . Si sarebbe vissuta la terza
fase della storia della compagnia. La prima fase del periodo 1964-1967 era
stata la stagione dei pionieri ,apertura di nuove rotte interne .Operazioni su
aeroporti minori ,e l’avventura in Libia. La fase più difficile ma anche più
entusiasmante ,il Fokker 27 rappresentò l’artefice e l’elemento caratteristico
.La seconda fase del periodo 1967-1984 fu del consolidamento nella crescita.
Gli obiettivi si moltiplicarono: tratte nazionali sulle maggiori
direttrici,voli charter . Non si sbaglia indicando nell’ DC9-30 la carta
vincente di questo secondo periodo della maturità . Dal 1984 al 1990 con
cadenza quasi mensile arrivarono da Long Beach 37 Dc 9 Super 80. Si
entrava di prepotenza nella terza fase .All’inizio furono impiegati sulla Roma -Catania e sulla Roma –Cagliari affiancandosi ai più piccoli DC 9-30 . Ma con
la crescita della flotta gli “80” sostituirono quasi completamente il 30.
Il settore charter con l’arrivo del Super 80 allungò l’operativo che toccò
destinazioni che poco avevano a che fare col medio raggio. Tanto per
ricordare: la catena su Mombasa o i voli ad hoc come quello a Maputo .
A Napoli al nuovo Hangar ,quello degli anni 70,se ne aggiunse uno nuovissimo
che accolse il nuovo aereo più esigente in termini di spazi necessari. Inutile
ricordare l’impennata del numero di dipendenti che coinvolse tutti i settori.
Conosciuto come Super 80 il nuovo arrivato si presentò con un nuovo nome :MD 80.
Durante la progettazione ed i primi anni di vita la Douglas Aircraft
Corporation aveva subito una crisi finanziaria che aveva reso indispensabile
una integrazione con la McDonnel, da qui il cambio di nome da Dc9 Super 80 a
MD 80. Ma in Ati era l’80 e basta.
L’MD 80 ha contribuito nella narrazione dell’avventura dell’ATI incrementado
la possibilità di carico passeggeri e di merci, aumentando l’autonomia dei
voli che oltrepassarono i confini del Mediterraneo. Contribuì inoltre a
sviluppare le professionalità di tutto il personale . L’MD80 fece conoscere
la compagnia di Capodichino in Europa , una realtà che si caratterizzò per
la sua dinamicità ed aggressività. Le mete delle vacanze dell’aerea
mediterranea e non solo ,erano giornalmente servite dai MD80 e il colore bleu
della livrea dell’ATI contribuiva a colorare i piazzali degli aeroporti
sommandosi ai colori delle livree di blasonate compagnie aeree: Britannia,Sterling,Spanair,Airtours,Transwede,Condor,AeroLoyd
,Balair,Spantax,ecc.
La flotta degli MD 80 ATI al momento della fusione con Alitalia cambiò
livrea volando con la nuova compagnia. In questi ultimi mesi del 2012 Alitalia
ha deciso di togliere dall’operativo tutti i suoi MD 80 . Nonostante la sua
affidabilità la dura legge dei costi impone aeromobili con più bassi consumi e
costi di manutenzione . Quindi questo “pensionamento” coinvolge anche i
velivoli ex ATI attualmente in Alitalia.
L’uscita di scena di un modello di aeromobile dalle flotte delle compagnie aeree
è un fatto fisiologico che segna il passare degli anni e delle fasi della
storia industriale . La tecnologia come agire umano prevede il suo
l’invecchiamento . L’invecchiamento come aggressione del tempo ci porta ad
almeno due riflessioni. Ci fa ricordare i momenti trascorsi a contatto
diretto o indiretto con questa realtà. I primi momenti , le attese, il
continuo conviverci ,la familiarizzazione che ci porta ad una quasi forma di
identificazione .Ci viene anche una più personale riflessione ,e cioè che il
tempo che inesorabilmente ha decretato “il superamento” della macchina ha
governato anche il nostro calendario . Sono passati gli anni per entrambi. Ecco
dunque che in occasione del pensionamento del MD 80 il nostro pensiero debba
andare al nostro buon vecchio McDonnel Douglas per ricordare noi stessi . Sia
nell’aspetto del vissuto personale sia per il momento che abbiamo condiviso con
tutti i colleghi di lavoro. L’M D80 si merita un caro saluto ,un grazie per la
sua generosità e per esserci stato un buon amico nel lavoro in un tratto della
nostra vita.
Breve storia del DC 9 Super 80
Nella cronologia dei modelli della Douglas Aircraft Corporation il DC 9
costituì un paradosso . Nella sequenza della numerazione dei modelli la casa
costruttrice aveva fatto corrispondere ad una numerazione superiore un velivolo
più grande del precedente. Col DC 9 invece le dimensioni risultarono più
piccole del precedente DC 8 ( dal DC 2 al DC 8 la sequenza dei modelli aveva
corrisposto sempre più grandi velivoli ). Forse questo andare controcorrente
caratterizzò la storia della famiglia DC9. L’MD 80 in effetti nacque come una
variante del DC 9 e precisamente come Super 80. Si accodava alle successive
varianti del DC9 che avevano visto la serie 10,20,30,40,50 ed ora 80. Che ci
fosse una diretta discendenza del Super 80 dal primo modello DC 9 era
abbastanza evidente ,diciamo che “ l’architettura “ manteneva la stessa
impostazione . Certo se si va nello specifico si scopre che la maggior parte
dei sistemi era stata ridisegnata ,per non parlare dei motori. Ma mantenersi
nell’alveo della “grande famiglia” del DC 9 significava semplificare molte
incombenze tecniche nel processo di certificazione del velivolo e presentarsi
agli operatori e clienti con un pedigree di tutto rispetto. Il successo non
tardò ad arrivare e terminata la produzione del DC9 30 da Long Beach iniziarono
a essere ultimati i Super 80. Prima di uscire di scena presero corpo altre due
varianti l’MD90 e MD95 (rinominato B 717 dopo la fusione con la Boeing).Elemento
significativo del successo dell’MD80 fu il motore ,il JT8D-209/217/219 che
primeggiò per i contenuti consumi e il basso rumore ,nonché l’affidabilità .
Il grado di automazione dei sistemi fu considerevolmente elevato raggiungendo
il massimo nelle versioni MD 88 e MD90/95.Da segnalare il modello MD87 ,praticamnete
un MD 80 con fusoliera accorciata per avvicinarsi al suo predecessore DC 9 30.
I maggiori utilizzatori furono le compagnie americane con flotte che in
alcuni casi raggiunsero le centinaia di esemplari . In Europa il gruppo
Alitalia/Ati fu tra i maggiori utilizzatori con 90 esemplari totali .Altre
compagnie furono Iberia,S.A.S ,Austrian,Swissair,Finnair ,Alisarda/Meridiana .
Anche alcune compagnie charter europee utilizzeranno il velivolo ma sempre
con un numero di esemplari che andranno dalle poche unità ad una decina di
esemplari. Con l’MD80 alla Douglas si aprì il mercato inglese, sempre
riottoso ad utilizzare i modelli di Long Beach. Airtours e Paramount
utilizzeranno alcuni MD 83 nelle relative flotte. Presentato nel 1977 come
Super 80 si rinominò MD 80 in seguito alla fusione tra Douglas e Mc Donnell .
Molti operatori mantennero la dicitura Super 80 quasi sempre riportata sui
motori . L’ultimo MD 80 fu consegnato nel 1999 alla TWA ,era il numero 1191
della serie MD 80 ,nella versione 83.
MD 80 in ITALIA
In Italia l’MD 80 vestì le livree di ATI,Alitalia,Eurofly,Ital Air,Unifly
Express,Alisarda/Meridiana. Attualmente solo Meridiana opera l’MD80.A
Fiumicino il primo MD 80 fu il dimostratore della Douglas che presentò un
velivolo con la livrea della Muse Air . Sarà per la livrea ma il Super 80
sembrò a tutti estremamente “lungo” ,alimentando una serie di leggende
metropolitane .In effetti la Douglas oramai aveva abituato tutti su questo
esercizio di “allungamento” che aveva interessato anche il DC9 ma che era stato
evedenziato ancora di più sul DC 8 con la serie 62-63. Il primo MD 80 dell’ATI
fu consegnato il 18 dicembre 1984. Fu immatricolato I-DAWJ ed utilizzato a
partire dal gennaio 1985 sulle direttrici di Catania e Cagliari. Da quel
momento le consegne proseguirono fino al 1993 con I-DATI consegnato il 3
maggio 1993. La sequenza delle consegne fu la seguente:
1984 :DAWJ ; 1985 : DAWT,DAWV,DAWW,DAWY,DAWZ; 1986
DAVA,DAVC,DAVD,DAVF,DAVG,DAVH;1988 DAVL;DAVN,DAVP;1989 DAVR,DAVS,DAVT,DAVV,DAVU;
1990 DAVW,DAVZ,DACM,DACN,DACP;1991 DACU,DACV;1992 DAND,DANF,DANG,DANH,DANL,DANQ,DANR,DANU;1993
DATE,DATI .