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                                       L'Associazione Gente dell'ATI sostiene  L'ANFASS di Ostia


L'adesione  all'Associazione Gente dell'ATI  prevede la condivisione  del sostegno  all'ANFASS che vale come  partecipazione all'attività Associativa. Modalità di adesione tramite quota di solidarietà  mediante :
c.c. intestato a Anffas n.92154426 ,oppure bonifico  Unicredit Banca Viale della Marina Ostia  IT23G0200805294000400525715 intestato Anfass Ostia Onlus via del Sommergibile snc 00121 Roma  ,oppure Bancoposta IT93J0760103200000092154426 intestato Anfass  Ostia  via del sommergibile snc 00121 Roma. Causale da inserire: G.ATI Nome Cognome (di chi versa) Oblazione Anfass
                 ANFASS  Associazione Nazionale Famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale



Messaggio di Carmelo


A  tutta la Gente dell’ATI

Cari Amici finalmente grazie all’aiuto di alcuni di noi che si sono resi disponibili ho il piacere di comunicarvi che è stato  “varato” lo strumento che permetterà il proseguimento della nostra  speciale  Avventura . Potremo così , divertendoci ,aiutarci a ricordare ed a testimoniare la nostra  avventura e renderci disponibili per iniziative  di solidarietà.

 

Grazie a Plinio  Angelis,Luigi Bruno ,Michele Carbone, Mario Fornaci, Enrico Pettini, Maurizio Vianello e Mario Fato  è stata costituita l’Associazione  culturale Gente dell’ATI. La sua prima  azione sarà l’organizzazione  e la gestione  del nostro annuale incontro .I fondi dell’Associazione  saranno costituiti  dalle quote di iscrizione  dei soci. Queste quote saranno gestite  in maniera chiara e trasparente . Non appena  sarà concluso  l’iter  per la costituzione  dell’Associazione  invieremo la  tessera  di socio  a tutti coloro che già si sono  iscritti. Il primo  ad iscriversi è stato Leo Trovati.

A tutti  voi Amici  un invito  a dare la propria adesione  ed a partecipare alle iniziative dell’Associazione. Vi ricordo che l’incontro  annuale è stato fissato  per il 3 Aprile .Per partecipare  alla Festa del 2003  sarà necessario prenotare  .

Per informazioni dettagliate  su questa  scadenza  consultate la prima pagina del sito.

A tutti mVoi un abbraccio ed un arrivederci apresto

Carmelo Balsamo

 

21/03/2003

 

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  • Ass.Culturale Gente dell’ATI
  • Art 1 Scopi
  • - Favorire i contatti tra tutti coloro che hanno  lavorato presso la  società ATI
  • - Organizzare incontri e Convention tra i soci
  • - Svolgere un’opera  di informazione  nell’ambito del mondo aeronautico sull’esperienza dell’ATI
  • - Raccogliere materiale ,documenti e testimonianze dell’attività dell’ATI
  • Promuovere e sostenere ricerche e studi nell’ambito  dell’aviazione commerciale
  • - Promuovere azione di solidarietà tra socie/o altri......         omissis

                                       Il  PERCHE’ DELL’ATI  


Se  si potesse salire su quel  filo invisibile  che ha legato gli animi  delle donne e degli uomini  ATI  nell’avventura iniziata  negli anni 60 ed attraversare silenziosamente  il percorso  dei loro  pensieri e dei loro desideri avremmo capito il perche’ dell’ATI. 

       

 Il perché un manipolo  di persone  messe insieme  in un  ambiente  sperimentale  e abbastanza  improvvisato , cresciuto senza perdere le sue caratteristiche , abbia  cementato  quella unione  di identità  che li fa’  ritrovare ogni anno  insieme compatti come  se fosse il primo giorno.      Capelli bianchi sormontano le  fronti di quei giovani  sempre rimasti tali nell’animo e nella volontà.

E’ stato un gruppo che ha lavorato  sempre al massimo ,forse “a dispetto” di chi  non lo considerava ,sempre teso all’obiettivo del compimento della missione.


In Ati la semplicità  è stata  l’essenza  dei comportamenti,l’involucro ove per molto tempo  si è nascosta una  potenzialità fortissima,la strada  che ha sempre portato alla  positività dei risultati ,ad uno standard così costantemente  elevato che  per questo  non appariva e non faceva  notizia. Se c’è stato un piccolo difetto,possiamo  considerare tale quello  di non essersi proposti all’esterno forse perché paghi della soddisfazione di aver fatto  il proprio dovere.


La scarsa visibilità esterna ha fatto pensare all’Ati come ad un oggetto  misterioso “Chi sa cosa si  farà là dentro ?”

Questo era  il pensiero di chi passava   davanti  alla palazzina  grigia  presso lo scalo nazionale di Fiumicino o alla palazzina direzionale di Capodichino.


   A Napoli la grande famiglia viveva tranquilla ,tutti si conoscevano e fraternizzavano senza vivere quelle conflittualità intercategoriali  molto conosciute in altre realtà.      L’intesa tra i membri degli  equipaggi  è sempre risultata solida, finalizzata alla operatività del volo   che veniva garantita   dalla professionalità di tutto il  personale .


Quando negli ultimi anni  c’è stato  un aumento ed una  diversificazione  delle attività  con nuovi  settori  come i voli internazionali ,l’attività  charter e lo sviluppo delle attività tecniche di manutenzione ,il popolo ATI ha risposto alla grande con una capacità ed una “violenza” di impegno  che ha sorpreso  chi  temeva forse una  reazione di tutt’altro  tipo. E’ stato quello il momento della “liberazione”, anzi dell’esplosione delle  potenzialità   a tutti i livelli ed  in tutte  le categorie.


Si sono scoperte potenzialità inimmaginabili nei singoli   che nel momento della diaspora  conseguente alla chiusura della compagnia ,hanno   reso possibile la testimonianza  del modo di essere ATI oltre  l’ATI stessa.


Questo  grazie sì alle capacità dei  singoli ma anche  sicuramente,e questo riguarda  pure  i meno fortunati nel trovare un giusto riconoscimento alla loro  validità ,alla saldezza  di quel “filo invisibile”….. Come possiamo definirlo?


Forse il modo  più giusto è quello di pensare ad  una  anomala  percentuale  di brave persone   che si sono ritrovate insieme e che  hanno saputo,nel rispetto reciproco ,aumentare la loro forza ,dando sempre  il meglio di se stessi.


La consapevolezza  di questo li fa ritrovare ,uniti come sempre .

                                                                                                  Leopoldo Pavoni